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La nuova comunità di Federazione in
Amazzonia
Da
sinistra:
suor Anna Clara
(Cuneo)
irmã Ratiomar
(Pinerolo)
irmã Graça
(Istituto)

Sono ai
primi mesi della loro esperienza:
qual è il loro
impatto?
Ce lo
descrivono loro stesse.
La nostra
comunità di Boa Esperança, in Amazzonia, ha avuto inizio il 19
marzo 2010.
Durante celebrazione della festa di san Giuseppe,
siamo state presentate ufficialmente alla Diocesi e alla
comunità di Boa Esperança che appartiene alla parrocchia di
Mojui dos Campos, con 77 comunità, sparse in un’area
geografica immensa; la maggioranza in zona agricola ed
alcune sui bordi dei fiume.
Nella
celebrazione di accoglienza abbiamo avuto la gioia di avere
con noi Madre Gabriella, rappresentante della Federazione
italiana, la sua presenza, serena, ci ha fatto esperimentare
la comunione con tutto il corpo delle nostre Congregazioni.
È stato molto bello e ricco.
Anche le
suore di Chambery ci hanno fatto la sorpresa della loro
presenza e solidarietà, delegando suor Dominga che
appartiene alla comunità di Bélem, nel Parà. L’ abbiamo
accolta nella nostra casetta alcuni giorni!
La
presenza e l‘accoglienza calorosa del vescovo e di vari
sacerdoti, religiosi e religiose della diocesi sono state
motivo di gioia e di incoraggiamento, stimolo ad entrare in
questa chiesa e a collaborare con fiducia e con la ricchezza
del nostro carisma. Un popolo, numeroso e buono, ci ha
accolte e ci ha rallegrate, facendoci sentire il calore di
queste comunità tanto semplici, vive e fraterne.
Rendiamo
grazie a Dio, portando e conservando tutto nei nostri cuori.
Le prime
settimane le abbiamo dedicate a sistemare la nostra casa ed
organizzarci come comunità e, soprattutto, a conoscerci, a
porre le basi per una convivenza fraterna e serena che ci
permetterà, poi, di costruire rapporti profondi ed essere
feconde nella missione. Tutte e tre proveniamo dalle
periferie delle grandi città e quindi per tutte è stato un
salto grosso, un cambio di 360 gradi. Tutto è nuovo e tutto
è da imparare. Nuovo l’ambiente, la popolazione, la realtà
sociale ed ecclesiale, le sfide di questo mondo stupendo,
con delle ricchezze straordinarie, ma già tanto aggredito e
devastato dal sistema e dalle imprese multinazionali che
mirano soprattutto ad una produzione lucrativa a scapito
della vita di queste popolazioni e della salvaguardia della
foresta amazzonica.
Condividiamo qualche informazione della diocesi di Santarem
dove siamo inserite: è stata eretta diocesi da Pio X
nell’anno 1903; è formata da sei grossi municipi dello stato
del Parà. Il suo territorio è di 171.906 km q. Immaginate?
Poco meno della metà del territorio italiano. Il clima,
caldo umido dell’Amazzonia, predomina in tutta la diocesi.
Le
principali attività nell’economia sono: l’estrazione di
legname pregiato e minerali, agricoltura e allevamento di
bestiame e cultura familiare. Nell’area della diocesi
esiste la foresta nazionale del Tapajos (FLONA) e la riserva
“Extrativista” Tapajos-Arapiuns. Nelle due riserve le
popolazioni e le comunità lottano per una agricoltura
familiare, in armonia con le esigenze della natura. La
cultura della soia in larga scala e la meccanizzazione nelle
campagne pregiudica la preservazione ecologica e la vita dei
piccoli produttori rurali nelle loro terre. La diocesi è
ricca di fiumi e di acqua; è bagnata dai fiumi degli
Amazzoni e del Tapajos e da molti affluenti. Moltissime
comunità sono situate a margini dei fiumi e la gente si
sposta con barconi, non sempre sicuri, con la canoa e con le
piccole imbarcazioni. Pensate che il fiume Tapajos in alcune
zone del suo percorso raggiunge addirittura 24 km di
larghezza. Impressionante!
La città
di Santarem offre la bellissima veduta dell’incontro delle
acque; si tratta del fenomeno naturale dove le acque scure
del fiume Amazzoni si incontrano con le acque chiare del
fiume Tapajòs. Per km e km le acque non si mischiano
formando così uno spettacolo meraviglioso ed unico al mondo,
dove bellezza e la potenza si esprimono in una lode perenne,
verso il Signore autore di tanta meraviglia!
È in
questa realtà, carica di sfide e di appelli, bellissima e
ricchissima, ma già tanto abbruttita dal modello economico,
che siamo chiamate ad inserirci ed assumere la missione.
La diocesi
ha una storia di impegno e di fedeltà nell’annuncio del
Vangelo e nella formazione dei catechisti e dei laici.
Normalmente le comunità ecclesiali hanno la Messa due o tre
volte all’anno; ciò dipende dalle distanze in cui si trovano
e dalle condizioni delle strade. Ma ogni domenica tutte le
comunità realizzano la celebrazione della Parola, animata
dai catechisti. Sono i laici, gente semplice, a volte,
addirittura analfabeti che hanno mantenuto, nel corso degli
anni, viva ed accesa la fiaccola della fede. Con l’annuncio
del Vangelo c’è il forte impegno nella denuncia di tutto
quello che ferisce la dignità della persona, la giustizia,
la promozione umana, la preservazione dei popoli indigeni e
dell’ecologia. Cogliamo che la diocesi è una chiesa
coraggiosa e profetica; veramente ringraziamo il Signore che
ci ha chiamate a vivere qui ed incarnare in questa realtà il
Carisma della duplice comunione.
In questi
giorni abbiamo iniziato a visitare le famiglie e le comunità
e piano piano stiamo cogliendo quali sono le urgenze, le
necessità, per dare tutta la nostra collaborazione.
Affidiamo
questa missione alle vostre preghiere e vi ringraziamo per
il modo con cui ci accompagnate e ci siete vicine e ci
seguite! Grazie di cuore.
Padre
Médaille, di cui celebriamo quest‘anno i 400 anni della
nascita, ci aiuti tutte a far crescere e irradiare il
carisma di comunione, e proclamare l’amore del Signore con
la nostra vita.
Vi
abbracciamo con affetto e riconoscenza!
suor Anna Clara , irmã
Raziomar, irmã Graça
Altre
pagine
3. Non ho che da ringraziare Dio!
2. In
Amazzonia, abbiamo contemplato, visto, ascoltato...
1. La nuova comunità di Federazione in Amazzonia.

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