Ti interessa
approfondire il tema
della piccolezza
nella Bibbia?

Puoi farlo leggendo il libro dello stesso autore.

Paolo Scquizzato,
Come un principio, riflessioni sul libro della Genesi, Effatà Editrice, 2010.


 


 

 

“La piccolezza come possibilità dell’amore
al centro del messaggio evangelico”

 

Attraverso questo contributo desidero lasciarvi alcuni spunti, o semplici provocazioni su quell’affascinante tema che è la piccolezza nella Bibbia, nella speranza che in seguito ognuno possa approfondirlo personalmente, per una crescita umana e spirituale illuminata dalla sapienza scritturistica.

 

Partiamo da una costatazione extrabiblica. Cosa vuol dire piccolezza? Etimologicamente l’aggettivo piccolo lo si fa derivare da una voce onomatopeica: pikk-picc ovvero il balbettare dei bambini. Quindi piccolo significa essenzialmente bimbo; “Colui che manca di”, il piccolo/bambino è colui che manca sempre “di” qualcosa per poter sopravvivere, egli è un essere insufficiente, non bastante a se stesso. Di conseguenza per poter sopravvivere necessita d’essere raggiunto da altri e da altro. La piccolezza è questa; il piccolo è, o dovrebbe essere, colui che si ritiene tale.

 

Aprendo la Bibbia ci accorgiamo, forse con stupore, che tutta la storia della salvezza è percorsa da una sorte di cifra della piccolezza. Esiste una sorte di fiume carsico che passa all’interno e grida la necessità, l’essenzialità della piccolezza.

Alcuni di voi, presumo, hanno fatto visita alla splendida Cappella Sistina in Vaticano, o almeno hanno sfogliato un catalogo d’arte, qualcosa che rappresenta le scene principali della volta della Sistina. Nella campata centrale viene rappresenta una scena molto curiosa. Abbiamo la creazione di Adamo e di Eva. Adamo è addormentato ed Eva si sta sollevando, lei che è appena stata tratta dal costato adamitico; con le mani giunte si sta rivolgendo, con un’espressione commovente, al Padre.

Questo Dio che le sta di fronte, questo Dio vecchio, meditabondo, è posto da Michelangelo in un angolo. Al centro c’è Adamo ed Eva; a fianco, in un angolo, relegato, abbiamo Dio Padre.

Che cosa vuol dire questo? Dio crea facendosi piccolo. Dio per poter creare qualcosa al di fuori di sé, s’è dovuto ‘ritirare’, “mettersi in un angolo”. Il primo ad essere piccolo nella storia della salvezza, nella storia biblica è proprio Dio. E questo perché lui è l’infinitamente grande, lui è l’Onnipotente, lui è colui che occupa tutto lo spazio; la sua libertà è infinita, per cui se non si ritraesse, se non si mettesse un po’ a lato, non ci sarebbe/starebbe nulla. Occorre che Dio si ritiri, che Dio diminuisca, che si ritragga appunto, per far spazio a un’alterità, ad una libertà altra, all’uomo dunque, a ciascuno di noi...
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continua 

Il testo è stato tratto dalla registrazione e rivisto dal relatore
don Paolo Scquizzato S.S.C.
 

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