Relazioni e responsabilità reciproche

suor Nicoletta Danna, Aosta
Relazioni e responsabilità reciprocheSabato 13 gennaio 2024, mi sono messa in viaggio per Torino con una certa curiosità, ma anche, sinceramente, con un po’ di rassegnazione.

Il tema, infatti, “Essere in relazione con sorelle in difficoltà” rimandava alle difficoltà del vissuto quotidiano. Certo, non risolvibili mediante una conferenza o alcuni suggerimenti di psicoterapia. Invece, Fratel Ernesto Gada ha subito messo in chiaro il fatto che nelle relazioni non esistono ricette precostituite, bisogna essere creativi. E soprattutto ha insistito sul fatto che, in ogni rapporto, le responsabilità sono “fifty-fifty”, a metà tra il mio io e quello dell’altro/a. Bisogna anche tener conto del fatto che, in questi ultimi anni, siamo passati da un modello di comunità “di osservanza” a uno di “autorealizzazione”. 
Eccomi allora riportata alla mia interiorità. Si tratta, prima di tutto, di fare propria una mentalità evangelica, sperando sempre in una possibilità di cambiamento per tutti. E poi “mentalizzare”, cioè riflettere molto sui miei comportamenti, cercando di comprenderne il senso, più chiaro o più nascosto. Cercando anche di guardarmi un po’ dall’esterno, come mi vedono gli altri.

Fratel Ernesto ha molto insistito sull’importanza che hanno, sulle nostre azioni e capacità di relazione, i primi mesi di vita (fin verso i 18). Fase di formazione delle cellule del cervello. Anche qui, ho percepito un invito a ritornare alle origini, ringraziando di aver avuto una madre affettuosa che ha risposto ai miei bisogni.
Inoltre, che il relatore nella sua esposizione sia stato molto positivo, non solo per me ma anche per la numerosa assemblea di suore, lo si è riscontrato in due aspetti fondamentali. Nell’atmosfera di condivisione, semplice e cordiale avuta nei lavori di gruppo; nei saluti affettuosi con cui ci si è lasciate alla fine della giornata.
Per conto mio, sono ritornata con il desiderio di vivere più in profondità le relazioni quotidiane, cercando di crescere nella comprensione e nella compassione nei confronti miei e delle sorelle.

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