Chi sei, Signore? [1]

di m. Patrizia Graziosi

Il Cygnus olor, detto anche cigno muto perché incapace di emettere suoni, ...

secondo un’antica leggenda, prima di morire intona il suo canto più bello, una struggente melodia. Per questo l’espressione “canto del cigno” indica l'ultima e migliore opera di una persona prima del declino. Dove trovare il “canto del cigno” di Padre Médaille?
Sfogliando i suoi testi, incontriamo una lettera scritta, durante l’ultimo inverno della sua vita, ad una suora e alcune frasi sembrano comporre il suo canto finale. Qui troviamo la parola che svela il segreto della sua fede: la parola è Provvidenza.
Chi sei, Signore? è la domanda di sempre dell’uomo e Padre Médaille risponde: Dio è Provvidenza. E chiarisce il senso del termine non usando una definizione che, come suggerisce la parola stessa, finirebbe col “racchiudere e limitare”, ma ricorrendo ad immagini, più immediate e incisive e che lasciano uno spazio aperto, immagini così tenere da stupire che siano uscite dalla penna di un uomo e che rivelano il suo cuore.
Le “mani” e il “grembo” di Dio sono le espressioni, tipicamente bibliche, che più ricorrono nelle Massime: “abbandono totale di sé nelle mani della Provvidenza” (MPI 100), “confidente abbandono fra le braccia (in francese “sein” ossia “grembo”) amorevoli della Provvidenza (MPI 96). Là dove la traduzione italiana scrive “braccia” della Provvidenza, il testo francese usa “mani” o “grembo”. L’atteggiamento suggerito è quello di un fiducioso abbandono perché, qualunque cosa accada, “siamo immersi nella Provvidenza come i pesci nel mare (D. M. Turoldo). [2] [3]