Tutti siano uno [1]

di m. Patrizia Graziosi

Nel logo della Federazione Italiana l’arcobaleno, segno dell’Infinito di Dio...

che entra nel tempo, attraversa il cerchio abitato dalla fiamma dello Spirito. “Tu sei la luce che splendi in silenzio, sei dentro l’arcobaleno di pace” (D. M. Turoldo). Nel nostro immaginario l’arcobaleno è un ponte che collega le case degli dei e degli uomini; nella Bibbia è il segno dell’alleanza di Dio con l'uomo ed è promessa di pace e di unità.

Unità: il grande sogno di Dio infranto dal peccato e reso di nuovo possibile dalla Croce di Cristo risorto, “miracolo” sempre atteso e sempre sperato dal cuore dell’uomo (Is 2,2-5). Unità: volto e missione del Piccolo Disegno delineati, nella Lettera Eucaristica, con parole che sembrano inciampare tra di loro, tanto sublime è il mistero che cercano di esprimere: “Ecco ... il fine della nostra congregazione annientata: essa tende a procurare questa duplice unione totale di noi stesse e di tutto il caro prossimo con Dio, e di noi con ogni prossimo e di tutto il caro prossimo con se stesso e con noi, ma tutto in Gesù e in Dio suo Padre“ (29).
È il “siano una cosa sola” del Vangelo di Giovanni (17,21) dove l’apostolo canta la sua estasi, la sua visione mistica. E qui si inserisce il Piccolo Disegno, nel cuore stesso della Chiesa e della sua missione. In un mondo ferito dalle divisioni, Padre Médaille, maestro di unità perché discepolo di Cristo, ci consegna il “modello”: l’Eucaristia, e ci indica la strada da percorrere.
Un particolare ci colpisce: noi usiamo come sinonimi le parole comunione, unione, unità. Padre Médaille, invece, nella Lettera Eucaristica scrive una volta sola la parola comunione e in riferimento all’Eucaristia (28); le altre volte usa il termine unione (29-31-32). [2] [3]

Padre Jean-Pierre Médaille

Padre Médaille (versione moderna) Padre Médaille (versione moderna)Immagine stilizzata