Misericordiosi come il Padre [1]

di m. Patrizia Graziosi
Gli spigolatori, presenze usuali nella realtà contadina di una volta, ripassavano nei campi ...

per raccogliere le spighe rimaste dopo la mietitura. Per cogliere il pensiero di padre Médaille sulla misericordia siamo chiamate a fare altrettanto, perché nei suoi scritti non incontriamo un discorso articolato su questo tema come invece su altri, quali l’umiltà, la pace, la carità, la speranza, lo zelo ... Misericordia è una parola che corre qua e là in modo trasversale nei testi di padre Médaille e in punti che non sono dettaglio o sfumatura, bensì elementi essenziali. Ogni frase che troviamo è come una spiga presente nel suo campo, lasciata lì perché noi la potessimo raccogliere.

Misericordia (miseri e cuore) è l’incontro del cuore di Dio con la nostra miseria (che padre Médaille chiama il “nostro nulla”), perché i “miseri” siamo anzitutto noi. E noi usciamo dalla miseria se lasciamo che il cuore misericordioso di Dio entri nel nostro cuore: è “la nostra grandezza in Dio” di cui leggiamo nella massima 4 del I capitolo delle MP. Solo allora potremo esclamare con san Paolo: “Sono quello che sono per la grazia del mio Dio” (MP VI,11) e con santa Teresa: “Can­terò in eterno le misericordie del Signore”. 

Padre Médaille sta offrendo al nostro sguardo, come “modelli”, due santi cantori della misericordia del Padre. È bella questa comunione dei santi: è come una corsa a staffetta in cui si passa il testimone della Santità e il traguardo è la gioia di tutti e di ciascuno, il trionfo della misericordia di Dio che ci attende all’arrivo insieme ai “santi e sante del Paradiso, soprattutto quelli che si sono distinti nella pratica del santo amor di Dio, nello zelo per le anime e nella misericordia” (CP 87). Santi e sante che dobbiamo “amare con tutto il cuore”. Si spalanca davanti a noi l’orizzonte, senza confini, del Regno di Dio. [2] [3]