A volo d'uccello…[3]

di suor Graziella Zocchi
Casa: home e house; io non so l’inglese ma mi hanno detto che “home” si riferisce ...

maggiormente all’edificio, “house” a chi lo abita. Bene: a Cuneo, in via Vittorio Bersezio e in via Mons. Peano si tratta di “house”. Nella giornata dedicata al nostro impegno nel sociale, con suor Justine Senapati e suor Barbara Bozak, entrambe referenti della ONG all'ONU, abbiamo visitato due case e un villaggio, oltre la sede della Migrantes, in cui è presente la nostra suor Gemma Dalmasso.
Detto questo sarebbe detto tutto: Casa della Giovane, 22 ragazze (oltre la metà straniere, due richiedenti asilo) vivono a casa loro: entrano, escono, lavorano, studiano, fanno le spese, cucinano, lavano, stirano… Entrando e uscendo incontrano persone ormai loro familiari, le tre sorelle che abitano con loro e laici che aiutano, sempre pronti ad accogliere, ascoltare, aiutare. Una bella famiglia!
Casa “Mamma e bambino”: un alloggio sufficiente a garantire privacy e vita comunitaria a tre mamme in difficoltà con i loro bambini e, anche qui con suor Margherita Perotti, laici aperti, disponibili, generosi. Anche qui a casa loro.
E poi un intero "Villaggio della carità": Stella Mattutina (S. Rocco Castagnaretta). Qui le suore continuano a essere presenti e a dare un appoggio là dove può essere utile, in particolare agli anziani del Soggiorno “Cuore Immacolato”. Accanto a loro, che occupano tre palazzine (cedute, come le altre, dalla Congregazione, spazio alla Carità) due comunità di Papa Giovanni accolgono chiunque abbia bisogno di una famiglia (disabili di tutte le età, bambini adottati da una delle coppie con cui vivono, persone che hanno superati grossi ostacoli nella loro vita), una comunità dell’Emmanuele per ragazzi soli o in difficoltà.
Tutte queste realtà vivono all’insegna dell’amore, della dedizione generosa a favore di fratelli e sorelle bisognosi di affetto, di rispetto, di dignità, di attenzioni; per lo più nel silenzio e nella letizia, che viene dal dono e dall’umile consapevolezza di ricevere a loro volta dalle persone a cui si dedicano. In questa “escursione”, rapida ma intensa, ci siamo sentite immerse in un oceano d’amore e ringraziamo dell’opportunità.
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