Parola e Spirito: il nostro lievito

di Lilia Cumino, laica Istituto
Appuntamento a Torino, in via G. Giolitti, Domenica 12 marzo  per la giornata...

del Piccolo Disegno, giornata davvero arricchente di riflessioni e condivisioni. Titolo di quest’anno “Fatti di Pane”. Nelle parole iniziali di madre Petra l’invito a suore e laici ad affidarci a Gesù, il grande Panettiere che può trasformarci in pane fragrante e profumato, capace di spezzarsi e donarsi nella semplicità, concretezza e quotidianità.
Con l’immagine del vasaio sullo sfondo, suor Rosanna Gerbino affronta la seconda unità del Sussidio formativo 2016/2017, “Plasmati dalla Parola”. La Parola di Dio, se accolta in profondità, è parola di plasmazione. Geremia ci invita ad entrare nella consapevolezza che Dio prende la nostra vita e la trasforma. Per Isaia la Parola di Dio è seme che cresce in noi, nutrito da pioggia e neve. E Gesù entra in relazione con noi (lettera agli Ebrei) e la sua Parola, capace di scrutare pensieri e sentimenti, diviene fondamento di ogni nostra scelta.
Siamo chiamati a fare esperienza di una lettura credente della Parola, lavoro che però richiede allenamento: dobbiamo prendere gusto alla Parola, pregarla e contemplarla. Diventando attesa e amata, essa plasmerà la nostra vita e guiderà le nostre scelte, muovendo il nostro cuore a Gesù e le nostre mani all’incontro con i fratelli. Con un ascolto umile ed una meditazione calma, sapremo se essa sta operando in noi, non ultimo dal nostro desiderio di annunciarla agli altri, come avvenne per i discepoli di Emmaus, ai quali la Parola viva arse e plasmò i cuori.
Aiutati da suor Enrica Moia, siamo poi entrati in punta di piedi nella terza unità, sempre del Sussidio formativo, dal titolo “Uniti dallo Spirito”. Desiderosi di essere riempiti, guidati e animati dallo Spirito Santo, dobbiamo innanzitutto fargli posto in noi, svuotarci del nostro io, per poterlo ricevere in pienezza. Padre Médaille ci invita ad un abbandono e una fiducia sempre rinnovata dallo Spirito e ci chiede di sentire quel fuoco, quel vento, quella vita che, in forza del Battesimo, sono stati posti in noi e che dall’interno ci animano. L’Amore Trinitario ci invita a sederci a quella Mensa dove lo Spirito circola e ci raggiunge. Ripieni di Lui, “vestito” di chi si avvicina al Piccolo Disegno, cerchiamo di procurare la duplice unione totale, fine della Congregazione.
Amore per Dio e per il caro prossimo. Possiamo amare Dio, perché “…l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato…” (San Paolo), il nostro amore per Dio è sempre preceduto da quello che Lui ha per noi. Come lasciare lavorare lo Spirito santo in noi? Riscoprendone la presenza, credendo nella sua azione, invocandolo con fede e lasciandolo agire. E possiamo amare il prossimo se siamo capaci di tenere lo sguardo fisso sul Crocifisso, dove incontriamo Gesù che ha dato la vita per tutti. Egli ci insegna ad amare il fratello come lo ama Lui. La carità è accoglienza, cordialità, perdono; si esplicita con l’astenersi dai facili giudizi, dando la possibilità di esprimersi, nutrendo stima e valorizzando quanto c’è di positivo in chi incontriamo.
Al termine dei due interventi, alcune risonanze del pubblico presente in sala hanno ulteriormente arricchito la nostra meditazione, facendoci subito gustare la bellezza di essere uniti dallo Spirito.
Con animo rinnovato abbiamo poi condiviso il pranzo e apprezzato lo spettacolo teatrale “Invece un Samaritano”, proposto nel pomeriggio dalla Gruppo Amici del samaritano della Parrocchia di Candiolo. Una commedia musicale, attualizzazione della parabola del buon Samaritano, ricca di spunti di riflessione.
La giornata si è conclusa con la santa Messa, culmine del nostro vivere, dove Gesù Eucaristia ci attende per donarsi a noi e rinnovarci con il suo Spirito.