Un colpo di vento

di Franco, laico del P.D. di Pinerolo
Si rimane sempre stupiti di ricevere così tanta ricchezza spirituale. 

 Pensiamo sempre di aver già ascoltato "tutto" nella nostra vita ed invece la Parola, macinata questa volta dalle suore, è capace di aprire nuovi orizzonti e prospettive.
A me, che sono abituato a leggere la Parola come se fosse un articolo di giornale, colpisce il contrasto con le nostre comode abitudini, l'invito ad affrontare la Parola come lettura CRESCENTE che necessita di essere "gustata", "pregata", "contemplata" perché si radichi nella memoria e di conseguenza nella vita.
Ciò richiede metodo e cioè un ascolto umile, unito ad un desiderio quotidiano ed a una meditazione calma che apra ad una disponibilità a lasciarsi interrogare ed a custodire nello scrigno del proprio cuore. Questo seme custodito, se fruttifica, genera nel concreto, più scambio di vita, più legame fra le persone, più spinta alla carità fraterna.
Il 12 marzo ha generato in me come un'immagine, una nuova icona, che mi faceva intravvedere me stesso a bordo di una barca a vela, in mare aperto, intorno a me altre imbarcazioni capaci di prendere vento e proseguire spedite il loro cammino. Guardando la mia vela, essa appariva floscia e sbatteva inutilmente. Ma questa mattinata, ricca di pensieri e spunti non usuali mi faceva sentire vento nella mia vela che si gonfiava e cercava di spingermi.
Allora mi sono accorto che le mani poste sul timone della mia vita, mi rendevano consapevole che anche a me spettava un compito: quello di cogliere il nuovo vento e cercare di condurre la mia barca nella giusta direzione.
Il Signore ci chiede ogni giorno di intervenire nella costruzione della propria vita, docili alla sua Parola e capaci di comprendere che sempre ci sta vicino.