“Tutto per Dio e il caro prossimo”

di Valerio, laico, Pinerolo
Non si può descrivere le sollecitazioni di una giornata così “fertile” ed intensa.

Posso individuare un frammento piccolo, che ritengo il cuore pulsante del nostro cammino comune e che, come domenica 12 c.m., dal 1993, quando ho iniziato a conoscere il Piccolo Disegno, mi interroga costantemente: TUTTO PER DIO E IL CARO PROSSIMO.
Tutto per Dio.
In questa fase della storia della Chiesa e del mondo così inquieta, deve avere come stella polare ciò che Lui ci ha insegnato e che Papa Francesco incessantemente ci esorta e perseguire: amore-misericordia, non giudizio.
Il buon Pastore ci ha permesso di capire e vedere che non ci sono solo pecore smarrite, ma pecore con il vello multicolore, colore derivante da turbamenti, dolori, angosce e diversità.
Se amo il buon Pastore e voglio essere umile aiutante devo amare, essere misericordioso nei confronti di ogni pecora turbata, angosciata e che vive nella diversità.
Amore e misericordia che impongono il non giudicare, il non ritenersi nel giusto, ma sempre peccatore tra i peccatori e che ogni fratello, anche quello che ci sembra distante da noi, ci può aiutare nel cammino di santità.
Tutto per il caro Prossimo.
Sempre con maggiore frequenza sentiamo bussare alla nostra porta (e al nostro cuore). Sempre più persone attorno a noi ci urlano “Non aprite!!! Sono delinquenti, rubano, uccidono, portano malattie”.
Ma noi non sappiamo chi sono quello donne, quegli uomini e quei bambini. Sono l'uomo di Gerico dei nostri tempi. Picchiati, derubati, violentati nel corpo e nello spirito. Non possiamo passare oltre, fare finta di non sentire. Dobbiamo aprire la porta, perché parte di ciò che abbiamo è di quei fratelli sfortunati (i 2 denari del buon samaritano). E ancora, aspetto fondamentale, perché crediamo che con ogni piccolo gesto che faremo per alleviare le sofferenze di questi piccoli, renderemo grazie al nostro Dio.
Dobbiamo chiedere con forza che qualcuno bussi alla nostra porta per vedere Lui e stargli accanto e sentire il nostro cuore di carne che si riempie d'amore.