Pagine da vivere

di Marina Garbolino Riva
La collana Percorsi, dedicata a pubblicare testi di formazione sulla spiritualità di...

padre Médaille, si arricchisce di un nuovo volume: un commento alle Massime di Perfezione, a cura di madre Patrizia Graziosi delle suore di san Giuseppe dell’Istituto. Obiettivo della collana è di approfondire gli Scritti del Fondatore, padre Jean-Pierre Médaille e i temi di vita spirituale che da essi emergono, ed è rivolta sia ai laici che alle religiose. Si chiama Percorsi per sottolineare che si vogliono proporre testi capaci di suscitare un itinerario di riflessione, di stimolare cammini spirituali, dei percorsi appunto, nuove ricerche interiori creando come un ponte con chi legge e favorendo quell’empatia che al termine faccia dire: “Si può fare, si può vivere il Vangelo così nei luoghi di lavoro, nella professione, in famiglia, in comunità e anche negli eventi imprevisti”.
Per intrecciare i fili conduttori della spiritualità di ieri con la modernità e con la concretezza della nostra vita di credenti, occorre trovare un linguaggio adeguato a chi legge oggi. Come è scritto nell’Introduzione: “Quando leggiamo le Massime, quelle parole tornano a vibrare, a prendere vita. Mai sanno di naftalina, perché sono parole che ci riportano all’origine di noi stessi e ci dicono come siamo. Sono come la genesi dell’umano chiamato ad aprirsi a Dio e alla fraternità. È come se Padre Médaille volesse aiutarci a vedere “sacra” la vita in ogni suo più piccolo gesto, perché così ha fatto Gesù, agli occhi del quale non è banale neppure l’offerta di un bicchiere d’acqua fresca. Queste pagine ci arrivano come un dono, è come immaginare un arcobaleno sopra il nostro campo arato e in qualità di agronomi confermare che proprio questo terreno è buono e pronto per una nuova seminagione, per una nuova stagione, per nuovi frutti”.
Madre Patrizia Graziosi ha operato un confronto costante con il testo originale in modo da cogliere il pensiero direttamente dalla fonte, facendo emergere il “retroterra evangelico della sequela che non lascia spazio a compromessi: la vita cristiana è un grande “sì” che esige un grande “no”. E le Massime ci educano, agiscono come lo scalpello dello scultore che “toglie” il marmo in eccedenza”.
Fa parte della tradizione giuseppina il leggere una “massima” al giorno. Il libro, che è il primo volume al commento delle massime, è corredato da agili testi-preghiera e immagini delicate, è l’invito a “ruminare” (come fanno i monaci) una breve frase per conservarla lungo la giornata.