Speranza, virtù quotidiana

di madre Patrizia Graziosi
“La fede non mi stupisce, dice Dio. Risplendo talmente in tutte le mie creature…

La carità va da sé… Per non amare il prossimo bisognerebbe tapparsi gli occhi e gli orecchi… Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce. Che quei poveri figli vedano come vanno le cose e credano che andrà meglio domattina. Questo è stupefacente ed è proprio la più grande meraviglia della nostra grazia. Dio ci ha fatto speranza” (Ch. Péguy).
Padre Médaille dedica alla speranza un capitolo delle Massime di perfezione, il XII, il più breve: tre massime soltanto. La lingua francese usa due termini diversi per indicare la speranza: “espoir” si riferisce alle attese umane, “espérance”, alla virtù cristiana. Padre Médaille usa sempre la parola espérance. E ci dice che sperare è guardare al di là e oltre la breve parentesi del tempo. Allora è vero che “chi ha speranza vive diversamente il presente da chi non ce l’ha” (Spe salvi 7). Nel Piccolo Direttorio troviamo una bellissima immagine che descrive proprio questo riversarsi dell’eternità nel quotidiano della vita e che è alla radice della speranza: ”Vedetevi nell’immensità dell’essere di Dio come in un oceano di bontà, di amore e di luce” (n. 3).
Ma sperare non è facile, ci dice ancora padre Médaille, e disperare è la “grande tentazione”. Oggi, più di ieri, siamo a corto di speranza, le sue sorgenti si sono inaridite e siamo come torrenti che portano pochissima acqua. Forse perché viviamo una forte crisi di desiderio e abbiamo smarrito la pazienza dell’attesa. Siamo tutti impazienti di raccogliere i frutti quando ancora sono acerbi e la loro asperità finisce con il lasciarci l’amaro in bocca.
“Sperate tutti i beni che attendete dalla divina miseri­cordia…”, leggiamo nella massima 3: beni attesi, dunque, che accendono nel cuore il desiderio dell’oltre. E la santità di una persona si misura dallo spessore delle sue attese. Forse è vero. I santi non riuscivano a dare alla loro vita un significato se non questo: il desiderio di Dio al punto che, come scrive padre Médaille nelle MP (IX,14): “Questo amore di Dio, quando è grande, fa sì che l’anima sulla terra languisca e aneli incessantemente al possesso di Dio”. Nulla su questa terra ci deve dare il senso del definitivo e del compiuto: tutto è provvisorio.

Perle di padre Médaille