Povertà: segno profetico

Povertà: segno profetico

di suor Antonietta Basile, Pinerolo
"Povertà: segno profetico dell'amore di Dio" è stato il tema, sempre molto scottante, trattato da suor Cristina Gavazzi, suore di san Giuseppe...

di Chambéry, nelle 2 giorni formative di Federazione, 6-8 aprile, a Spotorno. Si è affrontato la povertà sotto 3 aspetti.

 

1. La dimensione della povertà nella Bibbia.
"Apri la tua mano a tuo fratello" (Dt 15,11). Nella prima parte, la relatrice ci ha introdotte al tema presentando la figura biblica di Rut. Donna povera, straniera e vedova, decide liberamente di seguire la suocera Noemi. Queste due donne rimaste vedove, decidono di ritornare a Betlemme. Erano in stato di indigenza. Rut entrerà nelle grazie di Boz, uomo ricco, e diventerà sua sposa, quindi andrà a spigolare nel suo.
Mietere e spigolare era una possibilità per i poveri di vivere. Chi lavorava il terreno, lasciava sempre una parte per i poveri, perché se io sono nell'abbondanza, non devo dimenticare chi sta peggio. Chi è proprietario del terreno deve avere riguardo per il povero. Visione del bene comune, superiore al bene individuale. Dando non ti impoverirai. La povertà è un mezzo per sentirci più libere e seguire meglio il Signore.

2. La dimensione della povertà secondo padre Médaille.
Nel Fondatore emerge l’indifferenza ignaziana, come atteggiamento interiore, e che suor Cristina ha ben sviluppato, con alcune citazioni tratte dai Testi primitivi. "Saremo sempre perfettamente contente sia che abbiamo molto, sia che abbiamo poco, sia che non abbiamo proprio niente" (LE 19).  Il voto di povertà viene visto come "semplice uso di ciò che mi appartiene". Da non trascurare è l'importanza della condivisione, fatta nella libertà, che nasce da una generosità interiore.
Vivere in senso eucaristico è entrare in quella condizione di spogliamento totale che Gesù ha sperimentato in mezzo a noi. "Vediamo Gesù nella santa Eucaristia, completamente spoglio; gli danno e gli tolgono gli ornamenti come vogliono: egli li prende e li lascia senza opporre resistenza" (LE 14).

3. Gli orientamenti della Chiesa sulla povertà.
La relatrice ha fatto un accenno, oltre al pensiero di papa Francesco, al nuovo documento "Economia a servizio del carisma e della missione", della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, che contiene le linee direttive sulla povertà.
“Assumere uno stile di vita povero, per ritornare a gustare le cose semplici, le piccole cose, senza attaccarci a ciò che abbiamo e senza rattristarci per ciò che non abbiamo (n. 222).
Gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica sono stati sempre voce profetica e testimonianza vivace della novità che è Cristo, nella conformazione a Colui che si è fatto povero arricchendoci con la sua povertà. Questa povertà amorosa è solidarietà, condivisione e carità e si esprime nella sobrietà, nella ricerca della giustizia e nella gioia dell'essenziale.
Al termine del corso ci è stato regalato un oggetto simbolico, indovinate quale? Un paio di forbici, per tagliare… tagliare... tagliare... per gustare la gioia dell'essenziale!