Amen è il verbo della fede [1]

Amen è il verbo della fede [1]

di madre Patrizia Graziosi
Padre Médaille nei suoi scritti usa una parola alla quale attribuisce un duplice significato: da un lato è un “punto” che conclude una riflessione,...

dall’altro è un augurio per chi legge. “Punto” e “augurio” sono da lui espressi con un brevissimo verbo che chiude sempre i suoi testi: amen! È quasi una firma che sostituisce il suo nome. Amen. Dio sia benedetto: un Amen e una lode.
Perché Padre Médaille sigilla sempre i suoi testi con la parola “amen”? Anzitutto vuole esprimere una sua convinzione profonda: l’amen lo scrive prima per sé. E poi, come fa il maestro con il discepolo, vuole aprire i nostri occhi perché vedano nelle sue parole quella fiamma interiore, scaturita dal suo cuore, che può illuminare il cammino della nostra vita.
Amèn è un avverbio della lingua aramaica e significa “certamente, in verità” ed è legato al verbo ebraico “aman”, che ha tre significati: “educare”; “essere stabile, fedele”; “credere, confidare”. È, dunque, il verbo della fede ed esprime certezza, fiducia che diventa adesione, accoglienza. Credere, ci dice padre Médaille, è essere certi che la nostra storia è imbevuta della presenza dell’amore di Dio, che è avvolta dalle braccia amorose della sua Provvidenza e che l’incontro con Lui è augurabile e possibile a tutti. La fede non è, dunque, un elenco di verità, ma la risposta dell’uomo all’eterno Amore di Dio che assume i connotati del volto di Cristo e colma di senso il nostro camminare nel tempo.
Ogni giorno concludiamo i momenti di preghiera con l’amen e sovente lo facciamo in modo automatico, senza pensare al significato della parola. Ma dire amen non è recitare una formula di chiusura della preghiera detta con la bocca, bensì è dire: credo e mi impegno a lasciarmi gradualmente, ma decisamente plasmare dalle “mani” di Dio, che in me vuole vedere riflesso il volto di Cristo, l’Amen del Padre. >>> [2]

Perle di padre Médaille