Amen è il verbo della vita [2]

di madre Patrizia Graziosi
Amen, verbo della fede, è anche verbo della vita, come a dire: non c’è fede senza testimonianza, senza un amen che lasci intravedere che noi...

siamo di Cristo. Non basta essere colti o brillanti, abbiamo bisogno di una fede che, ancorandosi alla Parola del Signore e alimentandosi nell’Eucaristia, ci aiuti a vivere con coerenza il Vangelo.
Nel capitolo IX sull’Amore di Dio leggiamo nella massima 12: “Non amate Dio soltanto a parole o con qualche manife­stazione d’affetto sensibile; amatelo con le opere e in verità, con un amore tanto forte che possiate escla­mare come San Paolo: «Chi mi separerà dalla carità del mio Dio e di Gesù Cristo?»”.
Padre Médaille con questo testo ci sta sottoponendo all’esame della durata: amare a parole non costa nulla, amare con qualche saltuaria manifestazione di affetto sensibile è gratificante, fa anche stile in certe situazioni, ma amare con le opere che “durano” è tutt’altra cosa. Certo a noi forse non è chiesto di “patire persecuzioni, nudità, spada”, come scrive Paolo, ma la costanza sì, la perseveranza nelle opere di bene, la resistenza in ogni stagione dello spirito e in ogni clima interiore ed esteriore.
Vivere l’amen è amare in verità (dans la vérité), scrive Padre Médaille, non con il nostro piccolo amore sovente fragile e incostante, che porterebbe i frutti vuoti di chi agisce per dovere ma con il cuore assente, bensì producendo frutti saporiti e ricchi di polpa perché siamo radicati nella carità di Cristo. «È la fede che fa fare scelte chiare e limpide, ma è poi il grappolo che ne manifesta la forza interiore» (Bregantini). >>> [1]

Perle di padre Médaille