I MERCOLEDÌ DI SAN GIUSEPPE

   Creato martedì 09 giugno 2020

di madre Petra UriettiStrumenti per guardare oltre
Programma dei video Scarica o leggi il PDF
"Piccole finestre sul mondo"
#01 https://youtu.be/JH_4ala6kmI
#02 https://youtu.be/CjhWs32HdMU

 

 

 

 

 

 

La proposta “I mercoledì di San Giuseppe” consiste in un ciclo di appuntamenti settimanali in cui, attraverso dei video, pubblicati sul canale YouTube dell’Istituto, vorremmo metterci all’ascolto di alcuni amici professionisti in vari settori. È per provare a conoscere meglio “questo nostro mondo” in cui non solo siamo chiamati a vivere, ma dobbiamo compiere delle scelte concrete guidati dai valori su quali si basa la nostra vita.
I temi che, settimana dopo settimana ci verranno proposti, sono molto vari e potrebbe sorgere la domanda: “Con che criterio sono stati scelti?”. Il criterio fondamentale che ci ha guidate è stato questo. Cercare degli aiuti (strumenti) per aprire gli occhi, cercare, dopo tanto iorestoacasa!, degli stimoli per non scegliere il letargo, cioè la chiusura nel proprio piccolo mondo! Come sul bancone di un falegname ci possono essere vari strumenti molto diversi tra loro, ma che vengono usati con molto profitto a seconda della necessità di costruire, ad esempio una finestra, così i vari amici ci propongono le tematiche. Con tanta disponibilità si sono impegnati a darci una mano, ci offriranno “strumenti” diversi per guardare oltre il cortile di casa. Accogliamoli tutti con cordiale simpatia, con curiosità intelligente e grande gratitudine!
Ovviamente, ognuno di noi potrà essere maggiormente incuriosito da uno o da un altro tema. Potrà così, poi, continuarne l’approfondimento: da solo o, ancor meglio, in compagnia di altre persone. Consigliamo, però, vivamente a tutti di non perdere nessuno degli appuntamenti e anche di diffonderne la proposta. Tutti abbiamo bisogno di aprire finestre nelle nostre case!


Il modello di san Giuseppe

a cura di Antonella Palermo, Città del Vaticano
Intervita a madre Petra UriettiLa riflessione-intervista di madre Petra Urietti, superiora dell’Istituto delle Suore di san Giuseppe, a Torino, mandata in onda dalla Radio Vaticana...

il 19 marzo nella Solennità di San Giuseppe. La Madre accoglie con gratitudine le parole di papa Francesco all’omelia della Messa a Casa santa Marta, nel giorno della Solennità del Patrono della Chiesa universale. Riferendosi allo sposo della Vergine Maria, il Pontefice ha parlato di Giuseppe come di «un uomo capace di essere uomo e anche capace di parlare con Dio e di entrare nel suo mistero».
E madre Petra commenta: «Parole sagge, quelle del Papa, che aprono una grande finestra su questa figura. Giuseppe è l’uomo giusto al momento giusto, nella storia della salvezza e anche oggi. Sento che è l’uomo, il santo a cui possiamo guardare con molta fiducia. Uomo del silenzio e della concretezza e di una efficacia a cui noi ancora oggi possiamo rifarci». AUDIO intervista

Custode della vita… 
«Sì, custode, colui che sa far crescere, dalle situazioni anche più difficili, un orizzonte di speranza. Mi permetto di ricordare a tutti quelle tante immagini di San Giuseppe con un bastone fiorito. Un bastone che abitualmente è qualcosa di morto, di secco. Io penso che dobbiamo rifarci proprio a questo bastone fiorito. Viviamo una situazione che è come una bastonata su noi tutti, però con san Giuseppe dobbiamo osservare questo tempo presente e vedere che lì dentro c’è una grazia per ciascuno di noi. È una custodia dinamica quella che ci regala san Giuseppe e ci sprona ad avere anche nei confronti degli altri una custodia dinamica, ricca di una speranza che c’è dentro. Non c’è mai un bastone in mano a san Giuseppe che non fiorisca».

Insomma, lei ci invita a vivere questo tempo di clausura forzata riscoprendo che nulla è completamente statico, anche nella vita di fede…
«È un’occasione, oserei dire, d’oro, drammaticamente d’oro quella che stiamo vivendo, che ci deve portare a fare un balzo in avanti. Questo tempo delle mascherine per certi versi è un tempo che ci aiuta a toglierci le maschere. E davanti a san Giuseppe - l’uomo senza maschera, l’uomo terso, dal cuore puro - io penso che abbiamo proprio paradossalmente questo invito, l’incoraggiamento a fare un lavoro di smascheramento. Dobbiamo senz’altro essere ligi a tutti i consigli saggi e santi che ci vengono dati per la salute del corpo, rispettiamoli, ovviamente. Ma penso che san Giuseppe ci faccia fare un balzo anche in un altro senso: togliamoci le maschere, optiamo per la purezza, non solo per la salute del corpo, purezza intesa come autenticità. C’è la distanza di sicurezza - obbligatoria adesso per gli altri e per noi stessi - ma poi c’è la distanza che Giuseppe ci invita a riprendere in mano, quella che non allontana, ma che ci avvicina all’altro».

Alla luce delle sue parole, cosa vuol dire vivere relazioni ‘caste’?
«Io penso che significhi vivere relazioni imbastite su un cuore puro. Giuseppe non ha posseduto nessuno, si è fatto servo dei servi, servo del Servo. Io penso che riscoprire, anche nei nostri rapporti familiari, di lavoro, con gli amici, questa distanza di sapienza, di rispetto sia la giusta castità».

Lei è appena rientrata da una missione in Africa. Anche in questo continente è arrivato il primo contagio da Covid-19…
«Sì, sono ancora spaesata, perché ripiombare da una realtà in cui l’emergenza è il quotidiano, in un posto dove ti dicono che siamo in emergenza, ci vuole un po' di tempo a riabituarsi. Ho vissuto per un mese in territori dove le situazioni erano tutte un incalzare di emergenza, forse questo ci deve un poco far riflettere. In certi contesti sarà davvero difficilissimo contenere la pandemia, invochiamo san Giuseppe che stenda il suo mantello».

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2020-03/san-giuseppe-patrono-chiesa-coronavirus-famiglia-papa-francesco.html