Esercizio in forma di preghiere

di Marina Garbolino Riva
Esercizio in forma di preghiereL’ultimo libro della collana “Percorsi”, recentemente pubblicato dall’Istituto e scritto da madre Patrizia Graziosi, è dedicato a uno dei testi di padre Médaille...

di cui abbiamo pochissimi commenti: “Esercizio in forma di preghiere”.
Il clima di queste pagine è orante e il pensiero di padre Médaille è centrato su un unico fulcro: Cristo. Cristo giorno dopo giorno, Cristo nei misteri della sua vita, Cristo da contemplare e da incollarsi addosso, Cristo da portare nella propria vita di apostolo. Lui, creatura e Lui, il Creatore. Così s'immaginava la loro storia-a-due: il Maiuscolo a convalidare le rotte del minuscolo. Come leggiamo nell’introduzione, “Non abbiamo una biografia su padre Médaille, ma – cosa ancora più preziosa – abbiamo un testo che ha il sapore dell’autobiografia spirituale”. Se davvero questo è uno dei primi scritti di padre Médaille, stiamo penetrando nella zolla primaria dove egli, ponendosi di fronte alla grandezza di Dio lo cerca con tutto il cuore ripetendo ad ogni pagina il suo invito: “Cercate il mio volto”. Il tuo volto, Signore, io cerco.
Questo libro può accompagnarci nel corso di un anno intero, perché contemplando i misteri della vita di Gesù insieme a padre Médaille, abbiamo materiale per ogni Avvento, per ogni percorso di conversione e di rinascita, per ogni Pasqua di risurrezione. Un libro in compagnia del quale attraversare anche questo tempo difficile di pandemia, di paura intrecciata alla speranza.
Tra memorie passate e sprazzi di attualità, madre Patrizia ci invita a prendere delle lezioni di lentezza per cercare di dare una risposta alla domanda che ci interpella: “Perché credere quando attorno è buio?”. Perché nell'emergenza, il Vangelo, in cui questo testo si riflette, resta uno spicchio di luna a forma di falce: la parte fulgente illumina quella oscura. Che vuota non è, perché nel disegno di salvezza nulla è senza senso, ma deve essere interpretato.
«Accade talvolta - scrive Charles Péguy - che piccoli gruppi di persone umili riescano a fare ciò che non hanno saputo fare grandi gruppi di persone importanti».