Nonostante tutto, la speranza rinasce

di Michele Mea, volontario
E... rinasce la speranzaCon la fine dell'estate, le attività associative basilari sono riprese. Distribuzione di alimenti, indumenti, prodotti per bambini e per neo mamme.

Come sempre le richieste sono tante e si cerca di fare il possibile. Quello che invece non si riesce a fare, è togliere dagli occhi della gente, almeno per le persone che frequentano l'associazione Speranza, lo smarrimento e l'incertezza del futuro, causata dal Corona virus e dalle sue conseguenze, soprattutto economiche.
È vero, per le strade di Torino si inizia a respirare aria di normalità, la gente è in giro, i locali sono affollati, è ripreso lo shopping. Ma sempre per i soliti noti, coloro che possono permetterselo, coloro la cui esistenza non dipende dalla precarietà del lavoro o dalla sua mancanza. La vera ripresa o è per tutti o non lo è e questa sicuramente non lo è, perché è limitata a una ristretta fascia di popolazione. Gli ultimi, gli oppressi, come li chiamerebbe Freire, resteranno tali anche se cadranno a pioggia sull'Italia milioni di euro dall'UE, perché già si sa dove andranno a finire e a beneficio di chi.
È vero, la speranza che le cose cambino è l'ultima a morire, ma vedendo come si sta evolvendo la situazione e sfidando il pessimismo leopardiano, mi sentirei di dire che forse è già morta. Eppure ogni morte porta sempre ad una rinascita, così sarà anche per la speranza, pronta a rinascere nei gesti di chi non si arrende, di chi lotta e nel silenzio ogni giorno si impegna… semplicemente... per costruire un mondo migliore.