Strada facendo… la Missione

Valentina, équipe weekend della Parola
Alle periferie: la MissioneStrada facendo…dal cuore alle periferie: la missione. Un titolo che non lascia dubbi all’interpretazione e in sintesi una sola parola: missione.

È stato questo lo spazio in cui si è mosso il terzo weekend della Parola, svolto a Susa, dal 6 all’8 maggio. Parola che, preceduta a novembre da partecipazione e a febbraio da comunione, hanno formato i tre passi fatti come Chiesa, nella Chiesa, guardando al cammino sinodale in atto. Un modo per fermarsi, riflettere e fare proprie queste parole e lasciare che esse illuminino gli scenari quotidiani ad esse collegati.
L’esperienza, che sempre si ripete e che sempre è nuova, è che il desiderio di ricevere un annuncio di bene raggiunge ogni luogo e ogni uomo, in qualunque momento della vita esso si trovi. È bello ritrovarsi a Susa con volti famigliari e con volti nuovi, con volti vicini e volti che arrivano da lontano (Bologna e questa volta anche Roma). Volti ancora in giovane cammino, volti maturi e volti che hanno fatto del ritornare bambini, saggezza. Tutte le volte è questa la prima esperienza concreta, di carne, di cosa voglia dire essere piccola immagine della Chiesa. Un cuor solo, anche se tanto diversi e tanto lontani.
Il venerdì è ancora il momento delle parole, delle chiacchere, della conoscenza. Divisi in piccoli gruppi, che si sono formati grazie a un gioco, è stato il tempo per poterci raccontare di un incontro che ci ha segnato la vita. La sera, nel primo momento di preghiera comunitaria, siamo stati invitati a preparare il cuore, mettendolo vicino a quelle delle donne accorse al sepolcro.
Il sabato è il giorno più intenso. Il tempo è scandito da un passo comune: i pasti, l’ascolto della Parola, il silenzio, il tempo libero, la preghiera comunitaria e la liturgia. Tutto questo rende visibile che lasciare lo spazio ad una Voce sola, ci rende un’anima sola.
Si vive l’esperienza della Chiesa, anche perché ci si accorge che tutto è possibile perché ognuno mette a frutto i propri talenti. C’è chi lavora per la cura e l’accoglienza dei luoghi e dei pasti. C’è chi spezza la Parola. C’è chi spezza il Pane e rende ancora concreta la misericordia di Dio. C’è chi canta e suona. C’è chi si mette all’ascolto del fratello e della sorella. C’è chi fa della creatività, dell’arte e della poesia strumenti per arrivare a Dio.
Una strada e dei passi sono stati il segno, l’immagine di questo Ritiro. Abbiamo, così, percorso mano nella mano, con il profeta Geremia, la nostra chiamata, fino dal grembo di nostra madre. Poi abbiamo seguito i 72 discepoli, mandati a due a due da Gesù per le strade e le case. Filippo ci ha portato con lui sulle strade, a volte deserte dell’obbedienza, per mostrarci come essere imitatori di Cristo, con lo Spirito Santo a braccetto.
Imitare i gesti, seguire le orme di Cristo, quasi come se i nostri piedi fossero sui suoi, con i suggerimenti che ci ha dato Pietro, nei mosaici del Centro Aletti che abbiamo contemplato.
Suggerimenti divenuti subito desiderio, impegno per il nostro ritorno a casa, perché ad ognuno era stato donato un “piccolo piede” all’inizio dell’avventura. Un piede che, riportando il nome di ciascuno, poteva essere applicato sopra quelli di Cristo, disegnati su un cartellone. Così, la strada è stata ricoperta dei nostri nomi, sostenuti però dai piedi di Cristo.
Nella Chiesa è lo Spirito che muove, che spinge, che consola, che ricrea. E la condivisione rimane, forse, sempre il momento più bello. È come un canto di lode, quello che sale voce dopo voce quando ci si racconta, a volte stupiti, a volte commossi, di cosa ad ognuno la Parola ha detto.
Una parola allora per concludere l’esperienza di Susa: chiesa. Venite e vedrete!!!