Discepoli nell’ombra

Anna Maria Bellet
Esercizi spirituali, suore e laici - Susa 2022Nell’ombra Dio ha parlato anche a noi, che abbiamo partecipato agli Esercizi spirituali, attraverso alcuni personaggi biblici di secondo piano,...

esplorati sapientemente da suor Enrica Moia e dal diacono Andrea. Ci siamo ristorati all’acqua fresca della Parola, spezzata per noi e ora riprendiamo nuovo slancio per il nostro cammino. Nei giorni dal 24 al 30 agosto si sono svolti a villa San Pietro in Susa i consueti esercizi spirituali. Un gruppo numeroso di suore e di laici ha gustato, nel silenzio e nella meditazione, il racconto che la Bibbia ci offre di dieci personaggi poco conosciuti, o il cui nome non è neppure tramandato. Nella riflessione e nella preghiera la Parola ha parlato al cuore di ciascun partecipante.

Da Agar, schiava di Sara, cui Dio sorprendentemente fa una promessa. Proprio a lei, donna straniera e sottomessa, allontanata nel deserto da Abramo, Dio offre un futuro nella discendenza in Ismaele. A Naaman il siro, potente capo dell’esercito nemico e stimato presso il suo signore, ma malato. A lui viene offerta la guarigione attraverso le parole di una schiava ebrea, che gli indica il percorso da compiere. Naaman partirà carico di denaro e delle insegne del suo potere; per ottenere ciò che desidera, ossia la guarigione dalla malattia che lo tormenta, gli sarà chiesta l’umiliazione di scendere nel Giordano sette volte, lasciando a riva il proprio orgoglio. Altre due belle figure sono Noemi e Rut, suocera e nuora, che ci hanno parlato di dolore, coraggio e fedeltà.
Nel Nuovo Testamento abbiamo incontrato altri personaggi semi nascosti, ma molto significativi. L’anziana profetessa Anna ci è venuta incontro dal vangelo di Luca. Lei, che aveva camminato molto nella vita, ora viveva nel tempio, alla “presenza” di Dio lodandolo, ringraziandolo ogni giorno. Alla vista di Gesù lo ha riconosciuto come Redentore. Ancora in un racconto Evangelico molto conosciuto: la moltiplicazione dei pani. Ci siamo fermati a osservare il ragazzo che ha offerto i cinque pani e i due pesci per cinquemila persone. Abbiamo ancora una volta inteso come da soli non possiamo nulla, ciascuno di noi ha un dono da offrire per il bene comune. L’adultera, l’emorroissa e la vedova che offre tutto quanto possiede, sono state presentate con estrema delicatezza nella loro umanità debole e fragile, salvate dalla forza del perdono e dalla fede. La fiducia del centurione, militare romano, abituato al comando e all’obbedienza, che pone la sua speranza in Gesù per chiedere la guarigione del servo, ci ha spronato nella fede sulla Parola che guarisce. Ogni volta che accediamo all’Eucaristia ripetiamo la sua supplica: abbiamo la stessa fede?
Ultimo apostolo e ultimo personaggio ad essere visitato nel nostro percorso, è stato Mattia, nominato soltanto due volte negli atti degli apostoli. Colui che dopo il tradimento di Giuda, è chiamato a ricomporre il numero di dodici, così come era necessario secondo il piano di Dio. L’ infedeltà non ha fermato il progetto di Salvezza, Dio scrive diritto su righe storte, Mattia sarà testimone autorevole della risurrezione, come già era stato al seguito di Gesù discepolo per le strade della Palestina.
Ecco dunque un breve excursus del percorso biblico, vissuto con intensità fino alla condivisione finale. Qui abbiamo apprezzato reciprocamente lo slancio e l’impegno che ciascuno ha vissuto nella preghiera e nella meditazione. Ognuno di noi ha percorso il cammino nel silenzio, mettendosi a confronto con la Parola, alla ricerca della presenza di Dio nei propri giorni e nel proprio percorso di vita.
La preghiera comune e l’Eucaristia hanno scandito il ritmo delle giornate. Nel canto, accompagnato con grande abilità da Michele,abbiamo lodato e ringraziato, a una sola voce, il Signore per il tempo disteso e ricco di stimoli che ci ha donato. Le omelie profonde di don Flavio hanno messo in luce, con poche frasi, il senso delle letture e con i personaggi approfonditi in ogni giorno.
La cucina ottima e abbondante, le mille attenzioni della comunità che ci ha accolto, la natura che circonda la casa, gli spazi comodi e silenziosi hanno consentito un soggiorno bello e fecondo.
Ho vissuto gli Esercizi come un dono grande del Signore, una sospensione della vita quotidiana, un altro tempo, che ho trascorso, non abituata a tanto silenzio, non senza qualche difficoltà.
La preghiera e i tempi lunghi per Dio e per il proprio cuore ci permettano di dare nuovi colori alla nostra quotidianità. Sapendo che il Signore ri-conosciuto, pregato e amato, si siede accanto a noi come ha fatto con l’adultera. Egli non ci giudica, ma ci dona il tempo per pensare, è vicino più di quanto siamo capaci di desiderarlo.