Le Puy-en-Velay, la sinodalità diventa impegno: si chiude l’incontro del Gruppo di Coordinamento Globale

*Suor Nathalie Becquart guida la riflessione sulla formazione permanente. Dall’Africa la testimonianza di una famiglia giuseppina giovane e in crescita.*

Due giornate intense, un’unica direzione: camminare insieme. Si è chiuso a Le Puy-en-Velay l’incontro del Gruppo di Coordinamento Globale, segnato dalla presenza di suor Nathalie Becquart, arrivata di persona per guidare i lavori sulla formazione permanente.

Partendo dal recente viaggio del Papa in Francia, suor Nathalie ha letto i segni dei tempi: sete di unità, di riconciliazione, di senso, di pace. La risposta, ha spiegato, è la sinodalità. Ma ciò richiede una formazione che si realizzi come processo trasformativo che educa i soggetti a “saper divenire”. Questa formazione non è delegabile agli specialisti ma chiama in causa la responsabilità di ogni suora.

La presenza di suor Nathalie ha avuto un effetto “trasformante”: a lei è andato un ringraziamento sentito per i contenuti e per il processo sinodale proposto.

Nell’ultima giornata la relazione del gruppo panafricano, presentata da suor Adèle Bieto in collegamento dalla Repubblica Democratica del Congo, ha acceso l’entusiasmo dell’assemblea. I numeri parlano di una presenza giovane, con un’età media di 43 anni, numerosa, con 484 suore, e in crescita, con 45 postulanti e 42 novizie. Ancor più delle statistiche ha colpito la volontà di testimoniare la comunione, letta da tutte come un esempio concreto di sinodalità.

Dopo il pranzo le partecipanti sono ripartite con una decisione condivisa: entrare convintamente nella sinodalità, continuando o intensificando questi cammini nelle proprie realtà.