Le assemblee triennali – Aosta e Cuneo

Ecco il bilancio “a due voci” delle Assemblee Triennali di Aosta e Cuneo tra risposte concrete, sguardi missionari e corresponsabilità con i laici. I due percorsi paralleli sono uniti in un unico grande disegno per abitare il cambiamento. Nei mesi scorsi, le Congregazioni delle Suore di San Giuseppe di Aosta e di Cuneo hanno vissuto un momento significativo della loro storia recente: l’Assemblea triennale. Non si è trattato di semplici assemblee istituzionali, ma di veri “laboratori di futuro”, dove religiose e laici si sono ascoltati per leggere i segni dei tempi e capire cosa lo Spirito chieda oggi alla Chiesa. Al centro di entrambi i percorsi vi è stata una scelta ormai irrinunciabile: camminare insieme, trasformando le fragilità del presente in semi di speranza e di comunione. Attraverso questa “intervista doppia”, Aosta e Cuneo si guardano allo specchio per raccontarci le loro esperienze.

La triennale di Aosta è stata aperta a tutte le regioni e delegazione di ogni paese dove sono, per cui vista la complessità hanno partecipato solo le suore, salvo il giorno dedicato alla finanza. La triennale di Cuneo non è ancora pienamente conclusa, perché la modalità prevede la realizzazione in ogni Paese o Continente in cui si è presenti: Italia, Africa, America Latina. Per l’America Latina sarà nel mese di gennaio 2027. Questo consente alla Congregazione di verificare e rilanciare, nel tessuto reale della vita, le direttive dell’ultimo Capitolo.

Qual è il frutto più importante di questa Triennale?

Aosta: Il frutto più importante della triennale è stato il cercare unità nel cammino, le diversità hanno arricchito grandemente l’unione.

Cuneo: Il frutto più significativo è stata il cercare di potenziare un cammino da percorrere insieme, suore e laici. La Triennale ha permesso di fermarsi, ascoltarsi, guardare e affidarsi alla Provvidenza del Padre, che conosce ciò di cui abbiamo bisogno per il presente e per il futuro.

Quali decisioni avete preso per i prossimi tre anni?

A: Continuare il sostegno di membri e di risorse permettendo di fare le esperienze apostoliche e non solo svolgere servizi all’interno delle comunità.

C: Sono emerse alcune direzioni da prendere, tra le quali, evidenziamo il desiderio di rafforzare la collaborazione tra suore e laici, favorire maggiormente gli incontri, la formazione, la preghiera condivisa e, in particolare in Italia, l’aspetto del volontariato.   

Quale proposta forte è emersa dai laici durante l’incontro?

A: Nella giornata dedicata a questo lavoro, i laici professionisti (un consulente finanziario e una commercialista) si sono impegnati ad aiutarci a migliorare e modernizzare le nostre organizzazioni finanziarie in tutte le regioni e delegazione.

C: È emerso il desiderio dei laici di essere maggiormente protagonisti e corresponsabili del cammino. Non soltanto collaboratori nelle attività, ma persone capaci di offrire idee, competenze, sensibilità e disponibilità.

Che voce hanno avuto le vostre missioni estere in questa Triennale?

A: Le nostre missioni hanno avuto una partecipazione piena e dinamica alla triennale grazie alla loro presenza durante tutto lo svolgimento dei lavori. Una voce uguale quanto a quella della componente italiana. Sono considerate parti integranti in quanto il numero delle partecipanti alla Triennale superava quello delle suore italiane. C’era una partecipazione attiva, dinamica e accolta. L’ambiente era molto fraterno.

C: La triennale in Africa ha visto la partecipazione di più della metà delle suore autoctone, con l’attenzione affinché tutti i servizi e tutte le età fossero rappresentati. Molto tempo è stato dedicato all’ascolto, al dialogo e alla ricerca, per poter rispondere sempre meglio alle tante necessità del popolo: salute, educazione, povertà…Le giornate sono state caratterizzate da grande senso di responsabilità, impegno e coraggio, oltre che dalla ricerca di nuovi passi da compiere, anche nella collaborazione con i laici e con l’intera Congregazione.

In che modo la situazione del vostro territorio è prioritaria sulle scelte da prendere?

A:La situazione di ogni territorio è prioritaria sulle scelte da prendere. Si volge uno sguardo attento, unico e particolare ai poveri. Dove gli Stati non arrivano, la Congregazione cerca di supplire, per esempio sui campi della sanità, educazione e gli aiuti e accompagnamenti dei più poveri nelle regioni e delegazione estere.

C: Il fatto che la Triennale si svolga nei tre Paesi o Continenti in cui la Congregazione è presente indica chiaramente il desiderio di mettere al centro il territorio, per compiere scelte corrispondenti alle necessità sia della popolazione sia delle suore. La Parola di Dio e lo spirito del Carisma sono stati posti al centro del discernimento, affinché ogni indicazione sia il più possibile coerente con essi. L’attenzione alle grandi povertà presenti sia in Italia, che in Africa e in America Latina costituisce davvero uno stimolo a continuare a essere presenze semplici del «grande amore di Dio».

Come si declina l’unità del carisma tra la sede italiana e le terre di missione?

A: L’ Unità del carisma è sentita in modo molto forte e particolare. Il sussidio fornito dalla Federazione è uno strumento di unificazione.

C: Il sentirsi tutti membri della stessa Congregazione è una spinta che aiuta a crescere più in profondità e ci fa sentire, pur nelle fragilità e nelle diversità, sorelle e fratelli nel Carisma. Un aiuto concreto è dato, oltreché dal sussidio fornito dalla Federazione, anche dal cammino di approfondimento dei temi del Documento finale dell’ultimo Capitolo di Congregazione.

Le diverse assemblee triennali hanno rappresentato una stessa sfida: non avere paura di affrontare cambiamenti, ma attraversarli insieme. Aosta e Cuneo hanno individuato direzioni concrete, mettendo al centro la missione, la corresponsabilità e la capacità di generare futuro, pur nelle fragilità. Non si tratta, quindi, solamente di guardare avanti, ma di farlo con uno stile preciso: quello della comunione. Perché, come ci dice Padre Médaille, «Voglia Dio che la Congregazione delle Suore di San Giuseppe sia diffusa in tutta la Chiesa» (L.E. n°8).

Proprio in virtù di questa comunione abbiamo scelto di raccontare le due esperienze insieme. Non solo per mettere a confronto, ma per sottolineare ciò che le unisce: lo stesso carisma vissuto in posti differenti, la ricchezza dei cammini che si intrecciano e il desiderio di essere Chiesa. La Federazione diventa così il luogo in cui riconoscersi parte di una storia e di una missione comuni.

Assemblea triennale di Aosta

Assemblea triennale di Cuneo