suor Gemma Valero, Chambéry
Diego ha superato la trentina. I Servizi Sociali hanno chiesto di accoglierlo in un ambiente “protetto”. Da alcuni anni presta un piccolo servizio alla mensa, con i bambini.
Il suo modo di parlare, spesso da solo, di gesticolare in modo inconsueto, indica visibilmente una disabilità. Noi abbiamo cercato, volutamente, di non di capire e di non conoscere. Ma solamente di “avvolgere” con affetto, senza pretendere di cambiare o migliorare le sue inabilità.
Quando si dimentica di riempire le caraffe o mette l’acqua nei bicchieri versandone un po’ su un alunno o sul tavolo, chiede scusa più volte. Alto e robusto com’è, in quei momenti pare un bimbo un po’ goffo che ne ha combinata una. Gli aggiusto con tenerezza il colletto tutto storto e gli do una pacca sulla spalla.
A volte ripete che solo in questa scuola lui avverte rispetto, mentre in altri luoghi si sente deriso e preso in giro. Colgo la sua pena sensibile. Ma, commossa, percepisco la sua gratitudine.
Diego, ti aspettiamo a settembre!