Una partecipante
A mio parere, l’originalità di questi Esercizi è stato avere collegato ad alcune beatitudini episodi vissuti da personaggi dell’Antico Testamento.
In particolare mi ha colpita la figura di Davide, la sua esperienza di vita a confronto con la prima e la terza beatitudine: i poveri in spirito e i miti (1 Sam 17,32-39;40-48 / 24,1-13). Ho apprezzato la sua straordinaria fiducia in Dio, che viveva come una certezza indiscutibile. Davide era veramente convinto e consapevole della presenza di Dio nel suo cuore. Infatti, per affrontare Golia non usa altra difesa che il suo bastone da pastore e cinque pietre, levigate da torrente. L’essenzialità della sua armatura è davvero sconcertante! Di fronte alla “tecnologica” e sicura corazza di Golia, egli utilizza la sua fede interiore, l’arma che lo rende forte e vincitore contro il gigante forzuto. È la consapevolezza che Dio abita dentro di lui a trasformarlo. A capire di usare l’astuzia della semplice fionda per sconfiggere l’avversario. La fionda è il talento che Dio ha messo nelle sue mani e che lui ha saputo far fruttificare.