Un insegnante
Stavo rileggendo il calendario delle Giornate Mondiali: 29 settembre “Giornata del cuore”, 3 ottobre “Giornata del sorriso”, 5 ottobre “Giornata degli insegnanti”.
Queste tre date ravvicinate, hanno portato il mio pensiero ai 250 alunni e alunne dai 6 ai 10 anni che frequentano la nostra Scuola Primaria di Pinerolo. Ogni mattina, all’entrata, l’accoglienza è contraddistinta da reciproci sorrisi. Ma anche da un’attenzione da parte di noi adulti agli sguardi tristi, o persino stizziti, di bambini che vivono un po’ dal papà e un po’ dalla mamma. Che forse sono obbligati a far tutto troppo in fretta, che hanno affrontato un litigio in auto o semplicemente che hanno sonno, perché si alzano molto presto arrivando da fuori città …
Alcuni degli insegnanti fanno una breve tappa sul pianerottolo per salutarsi, raccontarsi qualcosa, proporre un’idea, organizzare un’attività o semplicemente commentare una mail o un avviso. Ma è ciò che fa la differenza: non ciascuno nel suo mondo o per la sua strada ma condivisione, collaborazione, cuore.
E poi c’è la vita in classe, con gruppi che variano da 22 a 27 alunni e alunne. Siamo più che consapevoli che la scelta di iscrizione molto spesso non è solo legata al fatto che è Scuola cattolica. Ma al fatto che offre sicurezza, inclusione delle diversità, orari che vanno incontro alle esigenze familiari, serietà di insegnamento, opportunità teatrali, musicali, sportive ecc. Eppure viviamo l’esperienza concreta e quotidiana che, attraverso l’istruzione e l’educazione, possiamo arrivare al cuore de nostri bambini dove c’è tanta sete di serenità, di pace, di compagnia, di appartenenza, di ascolto, di felicità. In una parola: sete di Dio. Sì, perché Dio è gioia, è pace, è compagnia.
Tutti i bambini partecipano alle due ore settimanali di religione, anche se appartenenti a confessioni religiose diverse o non inseriti come famiglia in un cammino di fede. Ma l’esperienza religiosa a scuola è ben più vasta. Si respira nel momento introduttivo della giornata; nella valorizzazione dei momenti liturgici dell’anno; nella partecipazione a festosi incontri di preghiera (tutti 250 seduti per terra!); nelle iniziative missionarie a favore dei più poveri; nell’inclusione di persone con disabilità (per stage, tirocini, volontariato); nelle attitudini di perdono, di gentilezza e di rispetto … E la nostra speranza è che, proprio attraverso i figli, si giunga, in qualche modo, al cuore dei genitori.
Una delle sfide quotidiane degli insegnanti è quella di coinvolgere e attrarre l’interesse di una generazione digitale che ha una relazione naturale con le innovazioni della tecnologia. Ma il cui percorso scolastico è caratterizzato sempre più da deficit di attenzione, bisogni educativi specifici, disturbi evolutivi e disagi psicologici; comportamenti oppositivi provocatori, difficoltà specifiche dell’apprendimento. E poi ci sono gli alunni di recente immigrazione che non hanno ancora appreso la lingua italiana e portano con sé background culturali diversificati. Per tutti questi motivi su 22 insegnanti (di cui una sola suora e 21 laici) ben 8 sono di sostegno.
Nonostante le fatiche, i limiti e le difficoltà che incontriamo, il nostro desiderio è di essere sempre più una comunità educante in cui le differenze, di docenti e di alunni, siano un valore aggiunto. Ci sforziamo di accogliere e valorizzare ogni bambino pensando che, come Gesù, con l’esempio, con il cuore e con il sorriso si insegna ad amare.