Donne, catene spezzate? [2]

di Mariella Morabito
Con questa domanda, "Donne, catene spezzate?", abbiamo vissuto la giornata...

annuale organizzata dalla commissione JPIC della Federazione italiana, Suore di San Giuseppe, sabato 19 novembre.
Nel viaggio di fede e quotidianità, che ognuno di noi vive ogni giorno, accanto alle parole “Giustizia e Pace” ci sono “Donne Catene spezzate”! Questo ci ha fatto incuriosire e riflettere. Tutti noi siamo consapevoli delle diverse forme di schiavitù che purtroppo esistono ancora nel mondo e vicino a noi. Ma cosa siamo chiamati a fare? Parola d’ordine è combattere, non mollare, “commuoverci e muoverci”.
Se per tanti non era chiaro cosa significasse, grazie a preziosi “fari”, abbiamo fatto luce su diversi aspetti importanti.

  • Con il “faro della preghiera e del “saluto iniziale”, ci siamo affidati a Gesù aprendo il nostro cuore e riponendo fiducia in lui.
  • Con il “faro della relazione” (audio 1 2) abbiamo conosciuto la dottoressa Anna Pozzi, giornalista e scrittrice che, attraverso il suo lavoro, ha toccato con mano la realtà africana delle donne. Ha scritto, quindi, diversi libri sul tema della loro schiavitù. Attualmente continua a occuparsi in prima linea del delicato problema della tratta, dello sfruttamento sessuale e non solo delle donne nigeriane.
  • Con il “faro del Piccolo Disegno”, grazie a suor Graziella Zocchi, abbiamo fatto un salto in Florida dove si è svolta la Riunione della Commissione Internazionale JP. Lei, che ha partecipato realmente all’evento, ci ha fatto vivere, come in prima persona, l’organizzazione, l’impegno delle Suore di San Giuseppe, gli argomenti trattati e le problematiche varie… Il tutto corredato di foto e testimonianza.
  • Con il “faro della Provvidenza”, abbiamo avuto modo di vivere, grazie a suor Patrizia La Manna, suor Maria Rosa Orlando e la squadra di Pinerolo, la toccante esperienza del Campo Profughi in Grecia. Un’iniziativa che, oltre al loro aiuto umanitario, ha messo in luce le dolorose sfumature di chi scappa dalle schiavitù della propria terra.
  • Con il “faro della musica”, abbiamo pregato danzando, con Le Suore di San Giuseppe di Aosta, un canto a Maria, donna per eccellenza che ha combattuto con l’amore le diverse difficoltà della vita e che ancora oggi ci dà coraggio e ci protegge.
    Al termine della giornata, siamo rientrati a casa con la strada ben rischiarata da questi fari. Avevamo bisogno di conoscere bene questi argomenti bui o semplicemente annebbiati, per noi. Questi fari non si spegneranno mai, se alimentati da Gesù! Altri articoli [1]